O Maria, Madre della Vita, prega per noi che ricorriamo a Te!

 

 

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Passi significativi delle S.Scritture

2 Maccabei 7,22-23

Come pensare che anche un solo momento di questo meraviglioso processo dello sgorgare della vita possa essere sottratto all'opera sapiente e amorosa del Creatore e lasciato in balìa dell'arbitrio dell'uomo? Non lo pensa certo la madre dei sette fratelli, che professa la sua fede in Dio, principio e garanzia della vita fin dal suo concepimento, e al tempo stesso fondamento della speranza della nuova vita oltre la morte. (Evangelium Vitae 44)

«Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato lo spirito e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il Creatore del mondo, che ha plasmato all’origine l’uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituirà di nuovo lo spirito e la vita, come voi ora per le sue leggi non vi curate di voi stessi»

 

Giobbe 10,8-12

Giobbe, dal fondo del suo dolore, si ferma a contemplare l'opera di Dio nel miracoloso formarsi del suo corpo nel grembo della madre, traendone motivo di fiducia ed esprimendo la certezza dell'esistenza di un progetto divino sulla sua vita   (Evangelium Vitae 44)

Le tue mani mi hanno plasmato e mi hanno fatto
integro in ogni parte; vorresti ora distruggermi?
Ricordati che come argilla mi hai plasmato
e in polvere mi farai tornare.
Non m'hai colato forse come latte
e fatto accagliare come cacio?
Di pelle e di carne mi hai rivestito,
d'ossa e di nervi mi hai intessuto.
Vita e benevolenza tu mi hai concesso
e la tua premura ha custodito il mio spirito.

 

Salmo 22[21],10-11

Dio è colui che non soltanto chiama all'esistenza, ma sostiene e sviluppa la vita fin dal primo momento del concepimento.

Sei tu che mi hai tratto dal grembo,
mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.
Al mio nascere tu mi hai raccolto,
dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.

 

Salmo 71[70], 5-6

Il Salmista sottolinea la costanza del Signore che si prende cura dei suoi amati figli con tenerissimo amore paterno. Egli è sempre presente nella vita dell'uomo, fin dal suo concepimento.

«Sei tu, Signore, la mia speranza,
la mia fiducia fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno;
a te la mia lode senza fine.
»

 

Salmo 139 [138], 1. 13-16.

Siamo stati pensati da Dio prima che tutto fosse, prima ancora di essere feti o embrioni, il Signore aveva su di noi un progetto grandioso. Il Salmo ci aiuta a riflettere sul valore profondo della vita. Vivere, vuol dire essere donati a noi stessi dal soffio di Dio creatore e riceverci quindi come un dono sempre in atto della sua infinità misericordia. Non solo all’origine della nostra esistenza, ma in ogni momento, in ogni istante, in questo preciso attimo: io, ciascuno di noi, siamo amati da Dio, il quale ci sostiene nell’esistenza e ci dona a noi stessi, e siamo perciò oggetto continuo dell’amore provvidente di Dio creatore. Da qui lo stupore, molto concreto, del salmista che vede il suo corpo e tutta la sua esistenza storica come un prodigio di Dio creatore.

[1] Signore, tu mi scruti e mi conosci,…
[13] Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
[14] Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.
[15] Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.
[16] Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno.

 

Qoèlet 11,5

L'autore del testo sacro esalta la potenza creatrice di Dio che tutto genera.

«Come ignori per qual via lo spirito entra nelle ossa dentro il seno d’una donna incinta, così ignori l’opera di Dio che fa tutto»

 

Proverbi 6,17-19

L'aborto e con esso tutti gli atti criminali operati iniquamente ai danni degli innocenti, gridano vendetta al cospetto di Dio.

Sei cose odia il Signore,
anzi sette gli sono in abominio:
occhi alteri, lingua bugiarda,
mani che versano sangue innocente,
cuore che trama iniqui progetti,
piedi che corrono rapidi verso il male,
falso testimone che diffonde menzogne
e chi provoca litigi tra fratelli.

 

Isaia 44,2

Il Signore ribadisce ad Isaia che Egli è il Creatore. Nel grembo materno, in modo impercettibile e graduale agisce la potente azione di Dio che infonde la vita e forma il corpo dell'uomo, prendendosi cura dell'opera delle Sue mani fin dai primi istanti di vita.

«Così dice il Signore che ti ha fatto, che ti ha formato dal seno materno e ti aiuta…»


Isaia 44,24

«Dice il Signore, che ti ha riscattato e ti ha formato fino dal seno materno…»

Isaia 46, 3-4

«Ascoltatemi, casa di Giacobbe,
e voi tutti, superstiti della casa di Israele;
voi, portati da me fin dal seno materno,
sorretti fin dalla nascita.
Fino alla vostra vecchiaia io sarò sempre lo stesso,
io vi porterò fino alla canizie.
Come ho già fatto, così io vi sosterrò,
vi porterò e vi salverò.
»

Isaia 49,1.5.

«Ascoltatemi, o isole,
udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome.
»
……«Ora disse il Signore
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno…»

 

Geremia 1, 4-5

L'esistenza di ogni individuo, fin dalle sue origini, è nel disegno di Dio. (Evangelium Vitae 44)

Così ci viene svelato il mistero più profondo di noi stessi, quel mistero che urge dentro al nostro essere quando ci chiediamo: da dove vengo? Che cosa sta all’origine della mia vita: il caso? Il profeta si sente rispondere: tu non esisti per caso dal momento che prima che tu venissi formato nel corpo di una donna tu eri già presente nel pensiero di Dio. Nessuno di noi esiste per una inspiegabile casualità; ciascuno di noi è stato pensato, voluto prima ancora che cominciasse ad esistere. Di conseguenza nessuno di noi è inutile o superfluo, poiché, dice ancora il Signore al profeta ed a ciascuno di noi, “prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato”. Cioè: a te ho affidato un compito, una missione da realizzare. Nessuno di noi esiste invano, poiché nello stupendo piano con cui Dio governa provvidenzialmente l’universo, ciascuno ha un suo proprio compito da svolgere ed è semplicemente insostituibile.  (dalle Omelie di mons. Carlo Caffarra)

«Mi fu rivolta la parola del Signore:
“Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo,
prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato;
ti ho stabilito profeta delle nazioni”
»

 

Vangelo di Luca 1,15

Il piccolo Giovanni Battista non è ancora nato, eppure già lo Spirito Santo di Vita dimora in lui abbondantemente. Prima ancora di esistere nel grembo di Elisabetta, già il Signore sapeva di Giovanni, già lo conosceva, già lo chiamava per nome per bocca dell'angelo inviato a Zaccaria. Come può un essere già pensato e amato da Dio essere disprezzato o considerato un insignificante agglomerato di cellule?

«sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre»

 

Vangelo di Luca 1,41-45

Cristo era già presente nel grembo di Maria in Corpo Sangue Anima e Divinità, non dovrebbe essere difficile pensare questo per noi Cattolici che crediamo nella Santissima Eucaristia, se Gesù è presente nel pane e nel vino consacrato oggi, allo stesso modo era veramente presente fin dal primo momento di quel "et Verbum Caro Factum Est". Maria piena dello Spirito Santo e piena di Gesù, che viveva già dentro di lei annuncia la sua gioia incontenibile attraverso le bellissime parole del Magnificat, ma anche il piccolo Giovanni Battista, anch'egli ancora nel grembo materno sussulta alla presenza di Maria, alla presenza di Cristo e del Suo Spirito! Quanto rispetto dovremo avere per la vita...
Anche Gesù si è fatto embrione!
Si, il Dio che amiamo e professiamo si è fatto bambino, si è fatto embrione, ha incarnato in sè un enorme ed incomprensibile mistero quello di un Dio Onnipotente che si rende fragile come sa esserlo un concepito.
Chi non sa guardare con stupore ed amore a questo bambino come fa a guardare con altrettanto amore a quel Mistero di spogliazione ed offerta che ogni giorno sui nostri altari si ripete nel Sacrificio Eucaristico, il Miracolo di Cristo che si fa presente in Corpo Sangue Anima e Divinità nelle povere specie del pane e del vino per offrirsi a noi, per donarci ancora una volta tutto se stesso, tutto il Suo Amore.
“Et homo factus est” recita il Credo che riassume la nostra fede. Nel pronunciare queste parole chiniamo il capo, perché vogliamo esprimere con il gesto del corpo il nostro fermarci per un momento, attoniti ed esultanti — come Giovanni Battista non ancora nato — di fronte al Dio che si fa carne e sangue net corpo di Maria. Non un dio greco bello e inafferrabile, dunque; ma un embrione umano di poche cellule. Lì, fin dal momento del concepimento, c’é Gesù di Nazaret, il Figlio di Dio. Lì, fin dal momento del concepimento, c’è ognuno di noi. C’erano i nostri genitori, i nostri antenati, i nostri figli. Tutti i nostri figli: desiderati, attesi, sani; ma anche indesiderati, inaspettati, handicappati. Dal concepimento, ognuno di loro bussa alla nostra porta. Proprio come il Dio Bambino.

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore».

 

Lettera ai Galati 1,15

Colpisce con quanta serena consapevolezza San Paolo parla della sua vocazione, già presente da sempre nei progetti del Padre. Questo brano è un ringraziamento, un Amen per il dono della vita e per le opere straordinarie che il Signore compie nella vita dei suoi figli.

«…quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio…»