La
pianificazione mondiale dell'aborto
di Rino Cammilleri
Al
Sinodo dei Vescovi fu chiaramente denunciata l'esistenza
di un'unica centrale internazionale che programma e favorisce
l'aborto su scala planetaria. Si è parlato, senza fare nomi,
di una signora indiana che dirigerebbe tutto. Quella "signora
indiana" è ovviamente solo una impiegata di concetto,
perché, come è noto, l'idea parte da lontano e da ben altri
porti.
Tutto
cominciò nel 1970, quando Nelson Rockefeller, allora governatore
dello Stato di New York, appoggiò pesantemente una legge
che rendeva di fatto l'aborto totalmente libero. Talmente
era libero che nel 1972 l'assemblea legislativa dello Stato
decise semplicemente di abrogarlo. Il governatore oppose
il suo veto e la Corte Suprema degli Stati Uniti, con la
celebre sentenza Roe vs. Wade, gli diede ragione, riportando
l'America ai tempi del Dred Scott Case del 1857 (dove si
stabiliva che i discendenti affrancati di schiavi non erano
da ritenersi giuridicamente persone, per cui l'aborto era
permesso a richiesta). Nelson Rockefeller, come si ricorderà,
divenne poi vicepresidente degli Stati Uniti.
Questo
signore (il cui cognome è ormai entrato nel vocabolario
corrente a indicare la ricchezza per antonomasia) era al
vertice di una piramide colossale, i cui intenti furono
chiari il 14 marzo 1973, quando, nel corso di una conferenza
tenuta a New York davanti al Consiglio nazionale del Centro
di Sviluppo della Pianificazione Familiare, il presidente
della Fondazione Rockefeller, J.H. Knowles, dichiarò: "E'
compito sia dei settori privati che dei settori pubblici
accelerare negli Stati Uniti lo sviluppo degli aborti legali
affinché essi salgano ad un milione e ottocentomila all'anno".
Insomma,
le leggi permissive in materia d'aborto non erano sufficienti
a condurre a risultati sperati, occorreva una promozione
attiva dell'aborto di massa.
Da
dove veniva questa bella idea gnostica? Dall'ideologia della
"crescita zero", che le teste d'uovo del Massachussetts
Institut of Technology (sovvenzionato dalla Fondazione Rockefeller)
avevano elaborato giusto in quegli anni. Il lancio del femminismo,
l'appoggio velato al marxismo (che era pur sempre materialismo)
e infine la campagna ecologistica su scala mondiale, avviata
dal rapporto "I limiti dello sviluppo" del Club
di Roma (braccio europeo del suddetto Massachussetts Institut
of Technology), sono anelli della catena che parte da quest'idea.
Applicarla
era facile. I Rockefeller non avevano problemi nel favorire
l'ingresso nell'amministrazione statunitense di uomini loro:
il sistema costituzionale americano permette la formazione
di staff praticamente a richiesta. Per i mass media era
ancora più facile, visto che i Rockefeller ne controllavano
buona parte, come il Columbia Broadcasting Cy, tanto per
citarne un paio nel settore delle radiodiffusioni. E poi
c'erano le cliniche finanziate dalla stessa famiglia, come
quella della Pianificazione Familiare di New York, che divenne
la più grande "fabbrica d'angeli" del mondo. Naturalmente
non si devono dimenticare le industrie farmaceutiche controllate
tramite pacchetto azionario, come la Upjohn, che si lanciò
a testa bassa nel settore degli antifecondativi.
Il
Population Council
La
piramide facente capo alla Fondazione Rockefeller era composta
di oltre ventiduemila fondazioni "senza scopo di lucro",
in parte autofinanziantesi e in parte sovvenzionate dal
governo, come l'importantissimo Population Council, sostenuto
a suo di milioni (di dollari) dal ministero della Sanità
e dall'AID (Agency for International development, organismo
federale). La prima mossa fu uno studio di Henry Kissinger,
"Prospettive per l'America", nel quale veniva
dipinto uno scenario mondiale in cui il controllo demografico
era presentato come il problema. Kissinger era consigliere
personale di Rockefeller, poi fu Segretario di Stato e infine
eminenza grigia della diplomazia internazionale (oggi continua
a guidare a distanza la politica estera americana, sebbene
non abbia più alcun ruolo pubblico: l'esperienza accumulata
e le aderenze a tutti i livelli ne fanno il più richiesto
consulente internazionale).
Contro
la fertilità
Il
mensile del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME),
Mondo e Missione, ha recentemente rivelato un altro documento
a firma di Kissinger. E' giusto di quegli anni (1974); Kissinger
allora presiedeva il Consiglio di Sicurezza degli Stati
Uniti e Bush era direttore della CIA. Si tratta di un memorandum
segreto, intitolato National Security Study Memorandum 2000,
contenente direttive da applicare in tredici Paesi del Terzo
Mondo e indirizzato a poche persone (tra le quali il direttore
della CIA). I tredici Paesi in questione erano l'India,
il Bangladesh, il Pakistan, la Nigeria, il Messico, le Filippine,
la Thailandia, la Turchia, l'Etiopia, la Colombia e il Brasile.
Questo memorandum era incentrato sulla necessità per gli
Stati Uniti di modificare entro il Duemila i livelli di
fertilità dei suddetti tredici Paesi, i quali, a caUSA del
rapido aumento demografico, avrebbero potuto, in un futuro
non troppo lontano conseguire un crescente ruolo politico
e strategico. In soldoni, c'era da aspettarsi che la lievitazione
della popolazione avrebbe spinto tali Paesi a rialzare il
prezzo delle esportazioni delle materie prime da essi prodotte,
compromettendo seriamente gli interessi degli Stati Uniti.
La
pianificazione delle famiglie
L'analisi
in effetti era lungimirante, perché oggi di fatto gli USA
hanno dei concorrenti di tutto rispetto nella domanda di
materie prime, concorrenti che magari sarebbero disposti
a pagare prezzi più alti pur di assicurarsele. Questo aumenterebbe
la potenza dei concorrenti medesimi (in pratica Germania
e Giappone), ma anche quella dei Paesi produttori, i quali,
potendo incassare più denaro – e con una popolazione sempre
più numerosa – finirebbero per assumere un ruolo di tutto
rispetto nello scenario internazionale. Il memorandum (che
magnificava anche il "miglioramento razziale"
che dall'adozione delle misure consigliate sarebbe derivato)
venne preso sul serio e portò ad un aumento dei fondi a
disposizione dell'AID, a patto che gli aiuti ai tredici
Paesi in questione fossero subordinati all'accettazione
da parte di questi dei programmi di controllo demografico.
Il documento concludeva "consigliando" di coinvolgere
nel progetto anche altri organismi, come la Banca Mondiale,
l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'Unicef, che avrebbero
dovuto inserire i piani di riduzione demografica nei servizi
di assistenza medica forniti dal Terzo Mondo. Tutti i "consigli",
com'è noto, sono stati puntualmente seguiti e realizzati.
Ma
torniamo alla "piramide Rockefeller". In essa
va inserita anche la Federazione Mondiale per la Pianificazione
Familiare (che riunisce tutte le fondazioni relative), più
diversi organismi religiosi americani (come, per esempio,
il Centro di Consultazione Familiare di Washington). Vanno
aggiunti la commissione americana per l'UNESCO, gli istituti
che studiano l'aborto, il Comitato americano di Studio per
la Crisi Demografica, l'Accademia Nazionale americana delle
Scienze, l'Università di Harward, quella della Carolina
del Nord, la Cornell, la Chapel Hill, la Emory e la John
Hopkins. Tutti questi enti sono privati, ma la loro stessa
esistenza mette in moto meccanismi di finanziamento politico;
un opuscolo del centro di Pianificazione Familiare di Pittsburg
informava, in quegli anni, che un solo dollaro privato versato
al Centro ne procurava ventiquattro pubblici. Il quadro
va completato con le altre grandi Fondazioni americane,
come la Ford e la Hewlwtt, che per lo stesso scopo versavano
fior di milioni alla Fondazione Rockefeller. Tanto per dare
un'idea delle ramificazioni del progetto, ricordiamo che
a quel tempo U Thant, Segretario generale dell'ONU, era
amministratore del Population Council.
La
recessione planetaria
Il
blocco marxista fu totalmente impenetrabile alla politica
denatalistica così potentemente lanciata. Neanche l'idea
della "crescita economica zero" lo sfiorava minimamente.
Anzi, ad esso non pareva vero che l'Occidente si desse la
zappa sui piedi da solo. Fece di più: obbligò i vari partiti
comunisti del mondo ad appoggiare con tutte le loro forze
il suicidio dell'avversario. Così si arrivò al paradosso
dei comunisti occidentali che si battevano strenuamente
per l'introduzione dell'aborto, mentre quelli delle repubbliche
popolari lo restringevano o lo abolivano. L'URSS e i suoi
satelliti intanto si davano da fare per uno sviluppo industriale
spinto al massimo (che però è finito come è finito), contando
anche sulla loro superiorità demografica; l'Occidente dal
canto suo dava l'avvio a quella recessione planetaria che
oggi sta esplodendo in tutta la sua virulenza.
L'idea
di ridurre gli abitanti del pianeta è però ancora più vecchia
(e non intendiamo riferirci solo a quella antichissima della
Gnosi, secondo cui il Nulla è meglio dell'Essere). Deve
averla fornita il famoso dottor Pincus, il biologo del Massachussetts
che già nel 1950 sperimentava la sua pillola antifecondativa
sulle portoricane dei quartieri poveri. Fare esperimenti
sui poveri, però, rappresentava più che un semplice risparmio
di fondi, perché, come abbiamo visto, era proprio ad essi
che la manovra era destinata. I contraccettivi iniettabili,
per esempio, cominciarono ad essere testati sulle popolazioni
peruviane già negli anni Sessanta. Poco importava se le
cavie mostravano subito dopo una spiccata tendenza ai noduli
all'ipofisi e alle ghiandole mammarie. Il decennio successivo
vide l'ingresso prepotente nei tredici Paesi summenzionati
del Depo-Provera, il contraccettivo iniettabile prodotto
dalla Upjohn americana (in cui, come si ricorderà, i Rockefeller
avevano una grossa partecipazione azionaria).
La
politica degli anticoncezionali
Diffuso
indiscriminatamente (come tutto quel che viene diffuso nel
Terzo Mondo), fu ritirato dal mercato (ma solo in America)
nel 1978 su pressione dei movimenti femministi, in quanto
si era scoperto che provocava un calo nelle difese immunitarie.
Il Norplant è il più recente anticoncezionale del genere:
prodotto da una industria finlandese (con ricerche finanziate
dal Population Council) e sperimentato su donne cilene,
è stato sospeso dal Brasile (il che è tutto dire) a causa
delle incresciose conseguenze sulla salute, ma continua
ad essere tranquillamente diffuso negli altri Paesi con
la benedizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.Il
fatto è che la diga è ormai aperta e la campagna va, per
così dire, avanti da sola. Per esempio: iniettare un antifecondativo
richiede pochi minuti, laddove spiegare il funzionamento
di quelli orali o meccanici abbisogna di molto più tempo,
e non si è mai sicuri che la spiegazione venga recepita
fino in fondo. In più, Paesi come la Cina, la Malesia, la
Thailandia, l'Indonesia, la Corea del Sud, il Vietnam, il
Messico, hanno trovato una cospicua fonte di entrate nella
produzione e nella esportazione di preservativi, che vendono
(e convincono a comprare) anche in casa loro. Ma la gente
del Terzo Mondo non diminuisce solo per fame, guerre, aborti,
prevenzione delle nascite. Muore anche per uso di anticoncezionali.
Effetti collaterali di quelli chimici a parte, c'è da tener
presente che preservativi e spirali non vengono quasi mai
usati come si deve. Si parla di profilattici adoperati più
volte, spirali triennali tolte dopo dieci anni e più, magari
solo in occasione di infezioni senza rimedio. A questo si
aggiunga la modificazione delle mentalità: in certe popolazioni
, ormai sedotte dalla supposta potenza della "medicina"
dell'uomo bianco, la promiscuità sessuale si è centuplicata,
a tutto vantaggio della diffusione dell'AIDS.
I
pianificatori, però, tirano avanti per la loro strada. Il
Fondo ONU per la Popolazione nel suo ultimo rapporto annuale
insiste: prevenire 106 milioni di nascite costituisce un
"risparmio" globale di 742 miliardi di dollari.
E' insomma (se non fosse ancora chiaro) una questione di
soldi, tanto per cambiare. Quanto sia importante l'argomento
lo si evince dal budget annuale dell'ente, 212 milioni di
dollari che diventeranno un miliardo nel Duemila. In tale
anno la spesa dei programmi per diminuire il numero degli
umani dovrà raggiungere il doppio di quella attuale (che
è di tutto rispetto: quattro miliardi e mezzo di dollari).
Il bello è che metà della somma la pagano gli stessi Paesi
da ridurre.
Chi
finanzia il Fondo ONU per la Popolazione?
Naturalmente
gli Usa sono in testa, seguiti dal Giappone e da tutto il
resto del mondo occidentale. C'è anche l'Italia, sebbene
in dodicesima posizione. Ma il fondo non è solo, ovviamente,
in questa immane opera di ingegneria ecologica a tutto vantaggio
degli Alieni Prossimi Invasori. Ci sono anche le Fondazioni,
gli Istituti, i Centri, i Comitati, le Agenzie di cui abbiamo
parlato. La Family Planning International Assistence, il
Pathfinder Found, l'International Planned Parenthood Federation,
la SIDA scandinava, la giapponese JOIFCP, la CIDA canadese,
e così via. Si aggiungano i milioni di utili idioti sparsi
nel mondo che si battono per la causa gratuitamente e a
tutt'uomo, assolutamente convinti di sudare per il bene
dell'umanità, e il quadro sarà completo.
I
rivoli del "messaggio"
Roberto
Beretta su Avvenire ha elencato recentemente i mille modi
in cui il "messaggio" arriva capillarmente in
tutti gli angoli del globo (Plinio Correa De Oliveira, nel
classico Rivoluzione e controrivoluzione avvertiva che il
bersaglio della Rivoluzione metafisicamente intesa è "ogni
uomo"). Nel Ghana una nota squadra di calcio sfoggia
il logo dello sponsor sulle maglie dei giocatori: una marca
di preservativi con la scritta "mettimi". In Nigeria
i programmi televisivi trasmettono indirizzo e numero di
telefono delle cliniche di pianificazione familiare. Nelle
Filippine la promozione è affidata anche ai video musicali
e alle canzoni, più un "porta a porta" da far
invidia ai Testimoni di Geova. In Turchia a cadenze trimestrali
la gente viene bombardata con cinque ore al giorno di sceneggiati
televisivi sull'argomento (nell'America latina questo compito
è affidato alle telenovelas). Nella Corea del Sud è l'esercito
il bersaglio privilegiato: chi si arruola deve sorbirsi
anche il corso di educazione sessuale. Nello Zaire, oltre
ai posters murali, quando compri i preservativi ti danno
in omaggio biglietti dei concerti rock con lo sconto del
50%. In Tunisia la sanità offre controlli gratuiti alle
donne che hanno partorito da poco; appena queste si presentano
in ospedale, vengono immediatamente contattate da funzionari
della pianificazione familiare che fanno loro passare la
voglia di avere altri figli.
Trent'anni
di sforzi hanno dato in molti posti i loro risultati: innanzitutto
l'Occidente, in testa alle classifiche della denatalità.
Poi molti altri Paesi (questi, finalmente, del Terzo Mondo),
hanno visto dimezzarsi i coefficienti di fertilità.
Ma
non sono tutte rose e fiori per il Progetto Ecatombe. In
Cina, per esempio, la costrizione governativa al figlio
unico ha prodotto più che altro una strage di femmine (la
gente, visto che può avere un solo figlio, vuole che sia
maschio); ma anche milioni di figli "segreti"
e una cifra enorme di cittadini "fluttuanti",
che si sottraggono all'anagrafe spostandosi continuamente.
Anche nelle Filippine le cose vanno male per i pianificatori,
a causa della tenace opposizione della Chiesa. Nemmeno nei
Paesi islamici le cose filano per il loro verso. E neanche
in India, dove, lo si ricorderà, la campagna di sterilizzazione
forzata del 1975 costò il posto a Indira Gandhi.
Il
nemico è la religione
E'
la religione (qualunque religione) la vera nemica del Progetto.
Ogni religione (culti satanici a parte, roba di invenzione
occidentale che non è religione) tributa un culto al Creatore,
per questo non può essere contro la vita. L'idea di ridurre
il numero delle "bocche da sfamare", quindi, incontra
nelle religioni l'ostacolo più efficace. Da qui il finanziamento
più o meno occulto per tutto quello che può servire a sradicare
il senso religioso dal cuore degli uomini (si pensi al dilagare
delle sette nell'America latina). Ma eliminare le bocche
da sfamare vuol dire anche eliminare le braccia che potrebbero
produrre, come tutti gli economisti seri sanno. Purtroppo
gli economisti spesso mangiano nel piatto dei Pianificatori,
perciò sono generalmente costretti a dire il contrario di
quel che pensano. Così la crisi si avvita su sé stessa,
aumentando la recessione e di conseguenza il numero delle
"bocche inutili". Qui il Piano rivela il volto
di Satana, mendax et homicida ab initio (G.v 8,44).
In
questo modo, in una demoniaca spirale senza fine, viene
preparato l'avvento dell'Età dell'Acquario: i sempre più
numerosi adepti del New Age continuano a ripetere che sarà
un tempo di pace e prosperità, ma i presupposti indicano
che ci aspetta un'era di desolazione e morte, con sconvolgimenti
di portata cosmica e instabilità cronica, in un mondo sempre
più simile all'inferno. Ci sarebbe da farci sopra una bella
riflessione teologica, ma ce ne manca il cuore. Annunciando
i cataclismi che dovevano succedere, Gesù concludeva: "Ma
quando il Figlio dell'Uomo tornerà, troverà ancora la fede
sulla terra?" (Lc 18,8).
A
questo punto c'è da chiedersi se troverà ancora qualcuno
sulla terra.
©
Pagine Libere - 30 Gennaio 2001