Libro
dell'Esodo
Libro
dell’Esodo 21, 22-25
TM(1)
: [22] Quando alcuni uomini rissano e urtano
una donna incinta, così da farla abortire, se non
vi è altra disgrazia, si esigerà un'ammenda,
secondo quanto imporrà il marito della donna, e il
colpevole pagherà attraverso un arbitrato. [23]
Ma se segue una disgrazia, allora pagherai vita per
vita: [24] occhio per occhio, dente per dente,
mano per mano, piede per piede, [25] bruciatura
per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido.
Siamo
all’interno della sezione legislativa che i moderni hanno
chiamato «Codice dell’Alleanza» (Esodo
20,22-23,33): si tratta di una raccolta di leggi e costumi
che data dai primi tempi dell’installazione del popolo di
Israele in Canaan, prima della monarchia (XII-XI sec. a.C.).
Lo spirito del decalogo viene applicato ad una collettività
ormai sedentarizzata e agricola.
E’
significativo che il caso di aborto venga trattato non per
sé stesso, ma nel quadro di un altro «caso
penale»: la lite tra due persone, a cui consegua l’aborto
come indiretta conseguenza per un urto. Nel mondo giudaico
(e poi anche in quello cristiano delle origini) il caso
dell’aborto procurato intenzionalmente e direttamente non
era neppure previsto(2)
: la vita umana è dono di Dio Creatore; per
la donna ebraica la fecondità è il primo segno
della benedizione di Dio, e l’infecondità la massima
afflizione. Pertanto non era possibile che la donna desiderasse
la morte del feto o del figlio appena nato. Non
a caso Sifra e Pua, levatrici degli ebrei schiavi in Egitto,
fanno obiezione di coscienza agli ordini del re e si rifiutano
di sopprimere i bimbi mentre escono dall’utero materno(3)
. Lo stesso varrà per la mentalità dei primi
cristiani, ulteriormente corroborata dalla fede nella resurrezione
dei corpi.
Per
la sua consistente differenza dobbiamo conoscere il passo
di Esodo 21,22-25 anche nella versione greca detta dei LXX
(II sec. a.C.):
LXX(4)
: [22] Se due uomini rissano e urtano una donna
incinta e viene fuori il suo bambino non formato (lett.:
«non rappresentabile mediante un’immagine»),
si pagherà un’ammenda, secondo quanto imposto dal
marito della donna. [23] Se invece era formato,
darà vita per vita, [24] occhio per occhio,
dente per dente, mano per mano, piede per piede, [25] bruciatura
per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido.
C’è
un grossa novità: qui compare la distinzione tra
feto formato e non formato, che tanta parte avrà
nelle successive dispute circa l’identità e l’animazione
del feto e le conseguenze di tipo giuridico-penale.
Se
il mondo ebraico al suo interno trattava di aborto solo
come conseguenza accidentale e non voluta di un urto, il
caso dell’aborto procurato e diretto si presentò
ai cristiani nell’impatto con il mondo pagano.
In questo contesto esso viene argomentato e condannato.
Però non siamo sicuri che a questo si riferiscano
già alcuni passi del Nuovo Testamento, là
dove è condannato l’uso di pharmakéia
nella lettera paolina ai Galati 5,20 e in diversi passi
dell’Apocalisse giovannea (9,20-21; 21,8; 22,15) . Il termine
greco pharmakéia usato in accezione negativa
(in questi passi infatti è annoverato tra crimini),
indicherebbe la preparazione di farmaci dannosi che, secondo
la prassi, erano costituiti sia da veleni sia da abortivi.
Ma potrebbe anche trattarsi di pozioni magiche. In questo
caso i passi non avrebbero a che fare con il nostro tema.
Se
questi soltanto sono – o potrebbero essere - passi espliciti
della Bibbia contro l’aborto, non vanno dimenticati quelli
che implicitamente vi si riferiscono, a partire dal Quinto
comandamento divino del Decalogo: «Non uccidere»
(Esodo 20,13; Deuteronomio 5,17), colto in tutta la sua
portata di contenuto negativo e positivo.
(5)"I
testi della Sacra Scrittura… mostrano una tale considerazione
dell’essere umano nel grembo materno, da esigere come logica
conseguenza che anche ad esso si estenda il comandamento
di Dio: «non uccidere». La vita umana è
sacra e inviolabile in ogni momento della sua esistenza,
anche in quello iniziale che precede la nascita".
In
questa prospettiva l’enciclica Evangelium vitae
(soprattutto al n.61) ha inaugurato un nuovo tipo di approccio
biblico, valorizzando soprattutto quei testi in cui Dio
chiaramente tratta il frutto del grembo materno come «termine
personalissimo di una relazione di amorosa e paterna provvidenza».
L’argomento è di grande forza biblico-teologica:
Dio stesso, ponendosi in relazione con il piccolo
essere non ancora nato, ne afferma vigorosamente l’identità
personale e la dignità umana!(6)
D’ora
in poi, questi passi andranno considerati e studiati come
il vero fondamento biblico della dottrina cristiana sul
rispetto della vita nascente. E’ bello che siano prevalentemente
testi poetici (salmi e profeti), che celebrano con gratitudine
e stupore gli inizi della vita.
Note
(1) Secondo il testo ebraico
(detto Testo Masoretico = TM).
(2)
Perciò
l’enciclica Evangelium vitae, 61 può giustamente
sostenere che «i testi della Sacra Scrittura…non
parlano mai di aborto volontario e quindi non presentano
condanne dirette e specifiche in proposito…».
(3)
Cf Esodo
1,15-21..
(4)
Secondo il testo greco, detto dei
LXX (dalla leggenda dei 70 traduttori che, in Alessandria
d’Egitto, avrebbero collaborato alla versione dall’ebraico
in greco).
(5)
Cf
Evangelium vitae, 54:“Esplicitamente, il precetto «non
uccidere» ha un forte contenuto negativo: indica il
confine estremo che non può mai essere valicato.
Implicitamente, però, esso spinge ad un atteggiamento
positivo di rispetto assoluto per la vita portando a promuoverla
e a progredire sulla via dell’amore che si dona, accoglie
e serve”.
(6)
Cf Evangelium vitae 61: “L’uomo,
fin dal grembo materno, appartiene a Dio che tutto scruta
e conosce, che lo forma e lo plasma con le sue mani, che
lo vede mentre è ancora un piccolo embrione informe
e che in lui intravede l’adulto di domani i cui giorni sono
contati e la cui vocazione è già scritta nel
«libro della vita». Anche lì, quando
è ancora nel grembo materno – come testimoniano numerosi
testi biblici – l’uomo è il termine personalissimo
dell’amorosa e paterna provvidenza di Dio”.