Perchè
questo sito?
Il
divieto di uccidere l'innocente è da sempre uno dei
capisaldi della morale naturale: uomini di scienza e di
fede da sempre hanno parlato in difesa della vita nascente,
come è possibile che oggi questo elementare precetto
etico sia sistematicamente violato senza provocare alcun
tipo di reazione?
Siamo
di fronte a una strategia molto sofisticata, attuata attraverso
gli strumenti che plasmano l'opinione pubblica - giornali,
radio e Tv, partiti politici, agenzie culturali - per rendere
"digeribile" all'uomo della strada l'uccisione
volontaria di un bambino non ancora nato. Occorre
una scusa, un pretesto che trasformi un atto riprovevole
in un gesto privo di significato morale, o addirittura buono.
Torna in mente la celebre favola latina del lupo e dell'agnello.
Il predatore cerca a tutti i costi un appiglio cui attaccarsi
per legittimare il suo progetto omicida: "mi sporchi
l'acqua del ruscello"; "tuo padre ha offeso il
mio". L'esito della storia è scontato, e alla
fine, nonostante nessun argomento stia in piedi, il lupo
si mangia il povero agnello. È la medesima fine cui
è condannato spesso l'embrione umano, il quale è
talmente indifeso che potrebbe essere toto dì mezzo
senza ricorrere a pretesti pelosi: ma tant'è, l'uomo
ha bisogno di autoassolversi quando compie il male.

La
strategia di giustificazione dell'aborto ha un peso determinante
anche nei confronti della donna, che viene sospinta verso
il tragico gesto da una mentalità abortista diffusa,
divenendo essa stessa vittima di una cultura della menzogna.
Molte donne che hanno abortito1 resesi conto di ciò
che hanno tatto, non riescono a perdonare chi le ha ingannate
tacendo la vera identità umana del nascituro.
Dentro
questa strategia, ha un ruolo decisivo l'incessante lavoro
di disinformazione per convincere la gente che la vita umana
inizia in un momento diverso dal concepimento.
Da
quando si parla di aborto?
Si
può dire che tale barbara pratica, antica almeno
quanto l'omicidio, fosse in uso fin dai primordi della storia.
Antiche testimonianze nei papiri egiziani, nella Bibbia
e nel Talmud, ci parlano di erbe e medicamenti assunti per
procurare aborti. La cultura medica occidentale dei secoli
5° e 4° a. C. specie con gli scritti di Ippocrate,
trattò ampiamente dell’aborto. Celso e Galeno praticarono
ed insegnarono l'aborto; a Roma ed in generale in tutte
le società pagane questo crudele assassinio era tristemente
praticato senza che la legge lo proibisse, il feto infatti
era considerato proprietà della madre. Soltanto sotto
la legislazione giustinianea l’aborto fu assimilato all’omicidio.
Si ricorreva all'aborto quando fallivano i metodi contraccettivi,
proprio come oggi, e quando gli abortivi non sortivano l'effetto,
si ricorreva alla embriotomia endouterina, esattamente come
accade oggi nelle cliniche abortiste.
Con
l’avvento del Cristianesimo tale pratica pagana venne severamente
riprovata. La Chiesa aggravò le pene per l’aborto
e riuscì ad estirpare questo nefando delitto.
Dopo diversi secoli di relativo silenzio, con il rifiorire
del paganesimo nel periodo dell’umanesimo (sec. XV), la
questione dell’aborto si risollevò un’altra volta,
ma ne venne riaffermata la gravissima illiceità.
Ma nel XIX secolo e molto più nel presente secolo,
tempo nel quale la società si è impregnata
completamente di paganesimo, la questione dell’aborto è
esplosa in forma più virulenta, prendendo la forma
di una dolente piaga purulenta. La maggiornaza degli stati
del mondo, Italia compresa, hanno aderito ad una politica
di morte che in nome di inesistenti diritti ha reso "legale"
l’aborto. La Chiesa, per il mandato del suo Fondatore Gesù
Cristo, ha parlato chiaramente in favore della vita, degli
oppressi e dei bambini e ha più volte dichiarato
solennemente l’immoralità di questo crimine, rinnovando
con vigore, di papato in papato, la sua condanna.
Perchè
questo sito si chiama "la strage degli innocenti"?
Rispondiamo
q eusta domanda con le parole di P.
Werenfried van Straaten, il grande apostolo olandese che
ha impegnato la sua vita nel soccorso dei fratelli più
bisognosi.
«Quanti uomini e quante donne dovrebbero chinare
la testa quando si narra l’antica storia della stra«ge
degli Innocenti (Mt. 2:16-18)! I bambini vennero
strappati dalle braccia delle madri di Betlemme. Alcune
di queste madri morirono perché la spada colpì
loro per prima. Altre morirono perché il cuore di
una madre facilmente si spezza quando vede morire il suo
bambino.
Ma voi, migliaia di padri e di madri nell’Occidente Cristiano,
che cosa avete fatto? Non avete voluto udire neppure il
pianto del vostro bambino. Voi avete tramato in silenzio
e comprato un libro nel quale si descrive per filo e per
segno come potervi premunire dal fardello dei figli».
Vi siete incamminati sul sentiero dell’assassinio e avete
ucciso o fatto uccidere quello che già aveva incominciato
a vivere nel vostro grembo.
L’avete fatto per salvarvi la linea? L’avete fatto per rimanere
ancorati alla vostra balorda sicurezza borghese? L’avete
fatto perché vostro marito era un buono a nulla che
vi bramava come amante, ma non teneva alla vostra maternità?
L’avete fatto spinte dal vile timore delle preoccupazioni,
del dolore, delle responsabilità? O l'avete fatto
perché sviate e ingannate dalle chiacchiere di falsi
profeti, di dirigenti dimentichi dei loro doveri, o di un
pugno di teologi usciti fuori dalla carreggiata? Eccovi
dunque: un albero sterile del quale è scritto che
dovrà essere abbattuto (Lc. 13:6-9); un
fiore senza seme, un essere senza scopo, un’anima piena
di vergogna.
Il nome di Erode è rimasto maledetto fino ai nostri
giorni. Ma ai nostri giorni non occorre più un Erode
per assassinare i bambini innocenti. Oggi si trovano dei
medici disposti ad uccidere per un pugno di monete d’argento.
Quando le madri assassinano i loro bambini, il mondo è
maturo per la maledizione di Dio».
Parole
indubbiamente dure, ma sicuramente all'altezza dell'urgenza
e della gravità del fenomeno aborto.
Politici,
sociologi, e filantropi si battono per il terzo mondo, per
salvare milioni di bambini dalla fame e dalla morte, e contemporaneamente
danno il loro placido assenso alla soppressione di nuove
piccole vite in seno alle madri. Si lotta giustamente per
l'abolizione della pena di morte, ma si legalizza la soppressione
volontaria di bambini innocenti e indifesi!
Si tuona contro le barbarie dei lager, dei campi di sterminio,
delle camere a gas, dei forni crematori, delle torture,
delle esecuzioni capitali, e di massacri di ogni genere;
però si favorisce la diffusione di un massacro crudelissimo
compiuto su persone del tutto indifese.
Tanta
ipocrisia, nasconde l'azione ben più subdola dello
spirito maligno, "omicida e menzognero fin dal
principio" olte volte, che scatena per puro odio
nell'uomo da lui sedotto, il disprezzo per le creature
pure ed indifese, quelle più amate dal Signore. Il
gravissimo peccato dell'aborto, che infrange il quinto Comandamento
"non uccidere", è nella maggior parte dei
casi la conseguenza della violazione di altri due Comandamenti:
il sesto e il nono. La trasgressione di questi due comandamenti,
oggi tanto disprezzati permette al demonio di far leva sullo
spirito di lussuria per attirare a sè un grandissimo
numero di anime. A questo proposito a Fatima, la Madonna
affermò per mezzo di Giacinta di Fatima: «I
peccati che mandano più anime all’inferno sono i
peccati della carne». E non a caso il Signore
stesso nella Sua infinita bontà, ha voluto donare
all’umanità ben due comandamenti in materia di castità
e di continenza.
La lussuria, la concupiscenza carnale, l’immoralità
e l’erotismo, la diffusione della pornografia, del pansessualismo,
del nudismo più rivoltante, contribuiscono oggi a
gettare le basi di una realtà cancrenosa che sta
putrefacendo la società contribuendo in modo più
o meno indiretto al sistematico massacro di milioni e milioni
di innocenti ogni anno.
Il
signor Van Schaik, il medico che in Olanda mizò le
cliniche abortive e che riconosce apertamente di aver operato
più di duemila aborti, dichiarò nel settimanale
«Haagse Post» del 24 marzo 1973: «Ogni
aborto mi ha sconvolto, soprattutto quando mi sono sbagliato
e ho tirato fuori pezzi e bocconi, piccole braccia e gambe
ecc. Ho pensato allora che veramente non doveva farsi. Mi
sembrava di squartare un coniglio! Anche quello è
un brutto lavoro!».
Lavoro, già, lavoro, così si osa chiamare
l'operazione che porta alla soppressione di tante vite.
Ecco
cosa si compie oggi,
in nome di un progresso che prende sempre più spesso
le sembianze di una meschina maschera dietro la quale poter
fare ciò che si vuole.
L’aborto
nel giro di qualche decennio non è più un’eccezione:
esso viene coscientemente difeso, propagato, ammesso, legalizzato
e milioni di volte commesso.
Il
fatto che il bambio non nato sia invisibile e anonimo, che
il piccolo non possa urlare e dimenarsi per sporgere denuncia
ai propri aguzzini e combattere per far valere i prorpi
diritti, non costituisce un motivo di condanna, quanto piuttosto
un'ulteriore ragione per difendere l'inalienabile diritto
alla vita del nasciutro. Fin dal concepimento ogni parte
del suo aspetto esteriore, il colore dei suoi capelli, dei
suoi occhi, la forma delle sue mani, le sue impronte digitali,
il suo sesso, il suo gruppo sanguigno, tutto è esattamente
stabilito. Quest’uomo unico e irripetibile si è incamminato
sulla strada della vita. Nessuno ha il diritto di sbarrargli
il cammino. Chi osa farlo per il suo sporco tornaconto vuole
dimenticare che uccidere l’innocente nel seno materno è
delitto gravissimo contro la legge di Dio ed è peccato
che grida vendetta al cospetto di Dio, Padrone della vita.
Quante
lacrime di commozione per i milioni di bambini che ogni
anno muoiono di fame; quanto dispiacere per il sangue che
i terroristi spargono sulle nostre strade, e non si piange
e non ci si dispiace per tanti milioni d’innocenti che ogni
giorno, ogni giorno, ogni secondo (circa 1 al secondo) si
uccidono nel seno materno!
Dio
è pronto alla misericordia e lento all’ira, ma vuole
la nostra sincerca conversione, affinchè possiamo
comprenere ed amare la vita fin dal concepimento. Utilizzando
le parole pronunciate da Giovanni Paolo II il 1° Maggio
del 1987 a Munster, possiamo dire: "Dio è il
primo; egli è anche l’ultimo e l’eterno. Da lui proviene
tutta la vita; a lui va la nostra vita. Da Dio a Dio: è
questo il cammino dell’uomo. Scegli la vita! Scegli
tutta la vita! E in questo modo scegli anche la tua vita
eterna!"
Non
siamo soli. “Nutriamo perciò umile e grata
coscienza di essere il popolo della vita e per la vita e
in tal modo ci presentiamo davanti a tutti. Siamo il popolo
della vita perché Dio, nel suo amore gratuito, ci
ha donato il Vangelo della vita e da questo stesso Vangelo
noi siamo stati trasformati e salvati. …Siamo mandati come
popolo. L’impegno a servizio della vita grava su tutti e
su ciascuno. E’ una responsabilità propriamente «ecclesiale»,
che esige l’azione concertata e generosa di tutti i membri
e di tutte le articolazioni della comunità cristiana»
. Il concerto unanime e concorde della Tradizione della
Chiesa, Madre e Maestra, ci coinvolga e ci rianimi nel nostro
servizio alla causa della Vita.
In
Gesù e Maria
don Tullio Rotondo e Daniele Curci
Le
testimonianze di alcuni importanti personaggi, letterati,
uomini di scienza e di fede.
C'è
un ampio progetto che minaccia, in vari modi, la vita umana
e che sembra puntare alla sua distruzione. Il nuovo paradigma
della salute, i nuovi "diritti dell'uomo", la
nuova etica lasciano sempre maggiore spazio a una cultura
della morte che, servendosi dell'ONU e delle sue agenzie,
intende banalizzare pratiche quali l'aborto, l'eutanasia,
la sterilizzazione, la contraccezione, che vanno contro
la vita e sanciscono il dominio dei più forti sui
più deboli". (Michel Schooyans,
Nuovo Disordine Mondiale. La grande trappola per ridurre
il numero dei commensali alla tavola dell'umanità,
San Paolo 2000, IV di copertina).
Che
il "concepito" sia un essere umano oggi non dovrebbe
essere messo in dubbio più da nessuno che non voglia
negare i dati della scienza e della ragione. Se è
un essere umano, sia pure in forma microscopica, possiede
già, sin dal momento del concepimento, la dignità
propria degli esseri umani. E con la dignità possiede
pure i diritti che non sono valori aggiunti, ma insiti,
cioè iscritti nella stessa dignità. Probabilmente
la tenace resistenza a non ammetterlo deriva in molti non
dal fatto in sè, ma dalle possibili conseguenze che
dal principio si possono poi trarre per l'illegittimità
dell'aborto. (P. Gino Concetti, Fecondazione
assistita..., in L'Osservatore Romano, 23-24/6/2000, p.20).
Diceva Martin Luther King: “Non temo la cattiveria dei
malvagi, temo piuttosto il silenzio dei giusti”. Se tutti
i cattolici si mettessero a urlare, questa ingiustizia smetterebbe!
Non sono colpevoli solo i medici e i politici, ma anche
tutti quelli che rimangono indifferenti...Non dobbiamo però
giudicare le donne: esse non sanno.(Don Oreste
Benzi)
Ho
notato che tutti gli abortisti sono già nati.
(Ronald Reagan - da Mario Palmaro in "Manuale
di Apologetica" di Rino Cammilleri Piemme 2004 - pag.158)
L'aborto
è il crimine nascosto dell'uomo e della donna moderni,
il più grande alla pari dello sterminio degli ebrei
d'Europa. (Giuliano Ferrara - Il Giornale 4
ott 2005)
L'aborto
è il più grande distruttore della pace perché,
se una madre può uccidere il suo stesso figlio, cosa
impedisce che io uccida te e che tu uccida me? Non c'è
più nessun ostacolo. (Madre Teresa di
Calcutta)
L'aborto
è la soppressione della vita di un essere umano durante
lo sviluppo prenatale. Esso è pertanto un vero e
proprio omicidio che molti Stati, compresa la nostra "democratica"
Italia, consentono legalmente. Si calcola che ogni anno,
nel mondo, vengono uccisi 50 milioni di esseri umani mediante
l'aborto procurato. In Italia si praticano legalmente, ogni
anno, circa 140.000 aborti. Papa Giovanni Paolo II ha denunciato
che nel nostro Paese, nei primi venti anni di applicazione
delle legge abortista, sono stati soppressi, cioè
uccisi, circa 3 milioni di bambini. Possiamo ricordare che
venti anni di dittatura fascista hanno causato la morte
di nemmeno un centinaio di oppositori e che, pur addossando
al Fascismo la responsabilità di tutte le vittime
italiane della seconda Guerra mondiale, esso non ha provocato
un numero di vittime pari a quello causato dalla legalizzazione
dell'aborto nel successivo "regime" democratico?
Possiamo ricordare che nemmeno il Comunismo, al quale vanno
addebitati almeno 200 milioni di vittime, ha eguagliato
l'enorme somma di 1.000.000.000 (un miliardo) di bambini
uccisi dall'aborto in tutto il mondo, compresi i Paesi comunisti,
e solo in questo secolo?
La
donna può fare quello che vuole del suo corpo!: ma
noi parliamo del corpo del bambino, non di quello della
madre! (Don Oreste Benzi)
La
nostra civiltà giuridica ci insegna giustamente che
"in dubio pro reo": quando esiste il dubbio sulla
colpevolezza di un imputato, egli va assolto per non correre
il rischio di condannare un innocente. Allo stesso modo,
se anche ci fossero dei dubbi sull'umanità del nascituro,
dovremmo trattarlo come una persona per evitare il rischio
di commettere un omicidio. (Mario Palmaro in
"Manuale di Apologetica" di Rino Cammilleri Piemme
2004 - pag.158)
Non
c'è in Italia una città così grande
da accogliere i 4 milioni di giovani e bambini che oggi
vivrebbero se non fossero stati uccisi con il timbro della
legge 194/1978. (Carlo Casini, Aborto 25 anni.
Avvenire 01/05/2003)
Ognuno
di noi è stato un embrione unico e irripetibile:
se fosse morto o qualcuno l'avesse distrutto, io non sarei
nato. (Mario Palmaro in "Manuale di Apologetica"
Rino Cammilleri Piemme 2004 - pag.158)
Si
è calcolato che ogni anno nel mondo cadano vittime
50 milioni di nascituri. Negli Stati Uniti qualcuno ha provato
a calcolare le vittime provocate dalle guerre che hanno
coinvolto quella nazione: sommando guerra civile, prima
e seconda guerra mondiale, conflitto in Corea, in Vietnam
e nel Golfo, si è giunti a un totale di 1.279.945
vittime. Gli aborti praticati nel solo 2002 negli States
sono stati 1.313.000: più vittime di quante ne abbiano
fatte due secoli di guerre. Dal 1973 - anno della liberalizzazione
con la sentenza Roe vs Wade - al 2002, gli aborti negli
USA sono stati 43.358.592. (Mario Palmaro in
"Manuale di Apologetica" di Rino Cammilleri Piemme
2004 - pag.157)
Un
giorno fu chiesto al professore statunitense Bernard Nathanson,
noto in tutto il mondo per essere stato uno dei fondatori,
nel 1969, della "Lega nazionale per il diritto all'aborto",
il permesso di filmare un aborto. Il professore, che ancor
giovane aveva già praticato oltre 10.000 aborti,
accettò, coadiuvato da una nota femminista americana
che filmò le immagini ad ultrasuoni in tempo reale.
Terminate le riprese, a Nathanson fu chiesto di partecipare
al montaggio del film. Confessa Nathanson: "Sono rimasto
così orripilato dal vedere ciò che avevo fatto
che, uscito per un momento dalla stanza, sono tornato per
terminare il montaggio ma non ho mai più fatto aborti
in vita mia". Anche la femminista, sconvolta per quello
che aveva visto, cioè per l'omicidio in diretta di
un piccolo essere umano innocente, non trattò più
il tema dell'aborto. Ricordiamo che nella nostra cosiddetta
civile e democratica Italia vengono praticati oltre 130.000
aborti ogni anno.
Una
volta il Dott.Lotti chiese a Padre Pio la sua opinione sull'aborto.
Padre Pio pensò qualche secondo e poi rispose: basterebbe
un giorno senza nessun aborto e Dio concederebbe la pace
al mondo fino al termine dei giorni.
NON
VI STANCATE MAI DI SERVIRE I PIù POVERI DEI POVERI
Madre Teresa parla ai "suoi" Movimenti per la
vita
"L'
aborto è il più grande nemico della pace perché
se una madre può uccidere il figlio, ciò significa
che gli esseri umani hanno perso totalmente il rispetto
per la vita e più facilmente possono uccidersi a
vicenda.
di Madre Teresa di Calcutta
Il
nostro Movimento pretende di parlare a tutti gli uomini,
anche se non sono credenti, poiché Dio ha scritto
Il valore della vita nel cuore di ogni uomo. Ma senza la
fede in Dio, Creatore e Redentore, è possibile difendere
la vita umana?
Innanzi
tutto, coloro che sono impegnati nella difesa del diritto
alla vita non possono ottenere nulla se non attraverso la
grazia di Dio. Noi abbiamo bisogno della grazia divina non
solo per compiere buone azioni, ma persino per esistere.
Quindi, siccome coloro che sono impegnati nella difesa dei
diritto alla vita hanno bisogno della grazia di Dio per
compiere ogni buona azione, non è possibile difendere
la vita umana senza la grazia di Dio, Creatore e Redentore,
anche se gli stessi non sono ancora credenti. Questa é
la ragione per cui noi dobbiamo pregare, soprattutto la
Madonna, la Madre della famiglia, per il Movimento per la
Vita.
Ma
c'è da considerare anche un altro aspetto. E' Possibile
convincere un ateo che l'aborto è una scelta errata?
Se l'ateo crede che non esiste Dio, Creatore e redentore,
probabilmente egli crederà anche che dopo la morte
diventiamo semplicemente polvere: ciò significa che
egli non ascolta il suo istinto morale. Finché qualcuno
crederà, illudendosi, che noi siamo solo animali,
senza vita al di là di questa vita, non sarà
possibile convincerci che uccidere un essere umano non è
affatto diverso dall'uccidere a animali. Il motivo per cui
è sbagliato uccidere esseri umani innocenti è
che questi vengono privati della possibilità di amare
e di essere amati per prepararsi alla vita che li attende
al di là di questa vita il bambino che viene ucciso
con l'aborto viene ucciso allo stato spiritualmente più
immaturo.
L'antiabortista
dovrebbe far notare a colui che crede che non esista nulla
al di là di questa vita che, se dopo la morte gli
esseri umani ritornano semplicemente alla polvere da cui
essi sono stati creati la vita umana allora è assurda.
I
membri dei Movimento per la Vita hanno il diritto di limitarsi
soltanto a difendere Il diritto alla vita del bambino non
nato o dovrebbero anche aiutare gli altri emarginati?
Lavorare
per salvare le vittime di un olocausto vuol dire sempre
lavorare per "i più poveri dei poveri“. Persino
i più poveri dei poveri che dormono per le strade
di Calcutta e vivono con i rifiuti non sono tanto bisognosi
quanto il bambino non nato che viene ucciso con l'aborto.
Nessuno può arrivare ai più poveri che vivono
per le strade di Calcutta ucciderli e, quindi, essere pagato
e lodato dalla società per averli uccisi.
La
legge non permette di uccidere i poveri che vivono nelle
strade di Calcutta. Ma la legge “permette" di uccidere
le vittime di un olocausto e coloro che le uccidono vengono
pagati per questo. In tal modo, coloro che uccidevano le
vittime dei Nazisti venivano pagati e elogiati per compiere
questa azione.
Coloro
che accettano l’aborto devono illudersi pensando che il
bambino non nato non è un essere umano o devono sostenere
che l'uccisione di un essere umano innocente può
essere giustificata. Se essi ingannano loro stessi pensando
che il bambino “non nato” non è un essere umano,
allora si comportano come i Nazisti che allo stesso modo
ingannavano loro stessi pensando che le loro vittime non
erano esseri umani. Quindi, se non si considera il bambino
non nato come un essere umano, si potranno facilmente non
considerare esseri umani il bambino nato deforme e la persona
anziana. Molto presto arriveremo a non considerare esseri
umani tutti coloro che rappresentano un peso e questa sarà
la fine dell'unità e della pace.
Ed
è anche vero che l'aborto è il più
grande distruttore della pace in famiglia. Quindi, tutte
le nazioni che non si oppongono a questo male quale è
l'aborto, troveranno in seno a loro stesse una vita famigliare
distrutta ed una nazione distrutta. Inoltre, i paesi che
permettono I'aborto non ottengono il numero sufficiente
di nascite per una crescita costante della popolazione.
La storia dimostrerà che sono sopravvissuti soltanto
quei popoli che hanno proibito l'aborto.
Alcuni
movimenti femministi sono stati in gran parte responsabili
della legalizzazione dell'aborto. In che direzione si devono
muovere i movimenti di liberazione della donna?
I
movimenti femministi dovrebbero insistere su uguali diritti
umani delle donne nonché sul diritto di essere diverse
come donne. Quando un gruppo, dopo essere stato sfruttato,
ritrova la propria libertà, ci sono sempre coloro
che pensano che per essere rispettati, devono diventare
come gli sfruttatori. Infatti, durante il periodo coloniale,
gli "indigeni" pensavano di dover diventare come
gli Europei per essere rispettati.
Oggigiorno,
certe donne pensano di dover diventare come gli uomini per
essere rispettate. Per competere nel mondo degli uomini,
le donne vogliono interrompere la gravidanza ogni qualvolta
la responsabilità di doversi prendere cura di un
bambino possa impedir loro di competere con gli uomini per
un lavoro di alto livello, e così via. Ma proprio
come un "indigeno" umilia se stesso cercando di
diventare europeo, allo stesso modo una donna umilia se
stessa cercando di comportarsi come un uomo.
Non
esiste niente di più degradante per una donna che
uccidere il proprio bambino per poter competere con un uomo.
In questo modo la donna sostiene realmente che le qualità
femminili di maternità ed educazione del bambino,
e così via, sono da disprezzare e non sono tanto
preziose quanto le qualità maschili. Infatti, le
qualità fisiche e spirituali di una donna, non sono
meno importanti per l'esistenza della società di
quelle di un uomo. Fortunatamente, alcune donne stanno già
cominciando a capire l'errore commesso dalle femministe
che vogliono essere come gli uomini.
Nel
nostri Centri di Aiuto alla Vita incontriamo molte donne
che sono nel dubbio se abortire o no. Ma sempre più
frequentemente vengono a trovarci donne che hanno abortito
e che ci chiedono conforto. Quale messaggio dovremmo Inviare
a queste due categorie di donne?
Cercate
sempre di convincere la donna che sta meditando di avere
un aborto, che l'unica soluzione giusta è quella
dell'amore. L'aborto porta esclusivamente ulteriore male
e sofferenza soprattutto in seno alla famiglia e nel mondo
intero. Pregate inoltre con la donna che vuole abortire
per farle capire che l'aborto è la soluzione sbagliata
poiché il bambino viene inviato alla vita eterna
senza aver avuto la possibilità di vivere in questa
vita per amare ed essere amato. Spiegate alla donna che
ha avuto un aborto, che il destino eterno e del proprio
bambino deve essere lasciato nelle mani di Dio, perché
noi non sappiamo esattamente cosa accade ai bambini che
muoiono, ed in particolar modo ai bambini che muoiono senza
aver ricevuto il battesimo. Spiegate, inoltre, alla donna
che ha abortito che esistono per lei soltanto due direzioni
da prendere.
La
direzione sbagliata che la donna può seguire è
quella di illudersi credendo che l'aborto era giustificato
poiché, a sua volta, si illude pensando che il bambino
ucciso con l'aborto non era da considerare un essere umano.
Questo modo di illudersi farà vivere la donna che
ha abortito in un mondo di sogni e sarà molto distruttivo
per la sua tranquillità di spirito.
La
direzione giusta da seguire è quella di ammettere
completamente che l'aborto sia stato una scelta sbagliatissima
anche se, in coscienza, la colpa può essere in parte
giustificata a causa dell’ignoranza o della mancanza di
libertà nel momento in cui la donna abortiva. Dopo
aver ammesso che l'aborto è stato un atto sbagliato,
la donna dovrebbe ricercare il perdono di Dio nella
misura in cui sia andata contro la sua coscienza il giorno
in cui ha abortito. Nessuna persona può giudicare
la sua coscienza dall'esterno.
Soltanto
Dio può aiutarla ad essere pentita per l'atto compiuto
contro la sua coscienza. Nel momento in cui la donna ha
ricercato il perdono da parte di Dio, esortatela a distogliere
la sua attenzione dal passato per quanto vi è possibile.
Dio
perdona e dimentica...
Il
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